Germania. Elezioni federali: chi ha votato l’AfD?

Uomo bianco, 40 anni, operaio, livello d’istruzione basso, residente nella Germania Est: ecco un ritratto dell’elettore tipo di AfD

Nelle ultime elezioni tedesche è avvenuto un risultato storico: è entrato per la prima volta nel Bundestag il partito di estrema destra Alternative for Deutschland (AfD), il quale ha ottenuto il 12,6 per cento dei voti diventando così il terzo partito del paese, dopo la CDU di Angela Merkel e i socialdemocratici della SPD.
Grazie alle recenti analisi di sondaggi, exit poll e flussi elettorali è possibile fare un primo ritratto di chi sono i suoi elettori e del perché hanno deciso di votare AfD.

Il primo dato da considerare è quello geografico. L’AfD ha ottenuto i risultati migliori nell’ex Germania Est, attualmente la parte più povera del paese. Secondo i primi dati, se nella Germania occidentale l’AfD ha raccolto l’11 per cento dei voti, in quella orientale ha preso ben più del 20 per cento. I migliori risultati li ha ottenuti nelle regioni Sassonia e Sassonia-Anhalt (dove è stato il partito di maggioranza relativa in cinque circoscrizioni). Sempre in Sassonia vi sono i tre collegi dove AfD è riuscita a far eleggere il suo candidato uninominale. Un paradosso interessante: le zone in cui AfD è andata meglio sono quelle in cui ci sono meno migranti, nonostante l’opposizione ai profughi sia una delle posizioni più forti e chiare del partito.

Il secondo dato da analizzare è quello dell’età. AfD ha ottenuto i migliori risultati tra chi ha intorno ai 40 anni e in particolare nella fascia tra i 30 e i 59 anni. Le statistiche mostrano che AfD ha guadagnato il 10 per cento dei consensi tra i 40enni rispetto alle scorse elezioni. I giovani con meno di 30 anni e gli anziani con più di 59 anni hanno invece votato l’estrema destra in percentuali più basse della media nazionale. Tra i giovani, il partito che ha ottenuto i risultati migliori rispetto alla media nazionale e rispetto al 2013 è il partito liberale FDP.

Gli elettori dell’AfD sono soprattutto uomini (männer): quasi il 20 per cento di loro ha votato per il partito di estrema destra, mentre ha fatto lo stesso meno del 10 per cento delle donne (frauen), e questo nonostante le donne siano molto rappresentate nella leadership del partito. Tra le persone più famose e riconoscibili di AfD ci sono l’ex leader Frauke Petry e Alice Weidel, la candidata di punta del partito.

Altro dato importante. AfD ha ottenuto il miglior risultato tra gli operai (Arbeiter), conquistando il 20 per cento del loro voto. Il partito ha invece ottenuto risultati inferiori alla media nazionale dei suoi consensi tra gli autonomi (Selbständige), gli impiegati (Angestellte) e soprattutto tra i dipendenti pubblici (Beamte), una categoria in cui ha raccolto meno del dieci per cento dei voti.

Secondo i primi sondaggi sui flussi elettorali, AfD ha ottenuto voti soprattutto da persone che nel 2013 non avevano votato. Il 34 per cento degli intervistati che hanno votato AfD ha detto di essersi astenuto alle elezioni precedenti, mentre il 21 per cento nel 2013 aveva votato per la CDU di Angela Merkel o per il suo partito alleato, la CSU.
Questi dati, infatti, mostrano una significativa perdita di elettori della CDU a vantaggio dell’AfD e, sorprendentemente, dei liberali FDP.

AfD ha inoltre attirato voti dall’estrema sinistra di Die Linke. Anche se sono partiti apparentemente diversi, entrambi hanno una forte base elettorale nella Germania orientale e hanno elettori dal profilo simile: operai maschi con un’istruzione medio-bassa. Sempre secondo i sondaggi, Die Linke è riuscita a pareggiare questi voti persi con quelli arrivati dalla SPD.
Molto importante è il risultato ottenuto da AfD in Baviera, una delle regioni più ricche della Germania e, in genere, un territorio ostile all’estrema destra. Tradizionalmente in Baviera è molto forte la CSU, partito alleato della CDU. La differenza tra i due è che storicamente la prima ha una linea più di destra. Negli ultimi anni, infatti, i suoi leader sono stati spesso critici nei confronti delle politiche di apertura ai migranti adottate da Merkel. La CSU, in teoria, avrebbe dovuto rappresentare un’efficace barriera al populismo anti-migranti dell’AfD. Le cose però sono andate in maniera diversa: nella regione la CSU ha perso il 10 per cento dei voti e AfD ha guadagnato l’8 per cento ottenendo un rispettabile 12,6 per cento.

Nei giorni scorsi sul Guardian sono stati sottolineati due aspetti particolari degli elettori dell’estrema destra tedesca:

– Molti di loro non condividono le posizioni estremiste del partito. Infatti, secondo un sondaggio, l’86 per cento degli elettori di AfD ritiene che i suoi leader non facciano abbastanza per dissociarsi dalle posizioni estremiste e apertamente neonaziste adottate da alcuni membri del partito;

– L’elettorato di AfD appare tra i meno convinti della propria scelta in tutto il panorama politico tedesco. Soltanto il 34 per cento dei suoi elettori ha detto di essere convinto dal programma del partito, mentre il 60 per cento ha detto di averlo votato come forma di protesta nei confronti delle altre forze politiche.

Da questi dati possiamo tracciare un ritratto abbastanza chiaro dell’elettore di AfD: sono soprattutto maschi operai, intorno ai 40 anni, residenti nella Germania orientale, con un livello di istruzione medio-basso. Quasi un terzo di loro ha votato AfD per la prima volta, dopo essersi astenuti alle scorse elezioni, mentre un quinto di loro (un milione circa di persone) quattro anni fa aveva votato per Angela Merkel. La gran parte degli elettori ha scelto di votare AfD non perché attirata da programmi estremisti, ma soprattutto come forma di protesta verso i partiti tradizionali.

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