Filippine. L’assedio di Marawi e la jihad nel Paese

Gruppi jihadisti delle Filippine, attratti dalla propaganda dello Stato Islamico, hanno giurato fedeltà al leader al Baghdadi, mandando nel caos l’intero Paese

Da quasi tre mesi, la città di Marawi, a Sud delle Filippine, è sotto assedio da parte dello Stato Islamico. L’attacco iniziò il 23 maggio scorso, durante la visita a Mosca del presidente Duterte. Non c’è ancora un bilancio ufficiale dei morti, tuttavia l’Isis dichiara di aver inflitto quasi 500 perdite all’esercito Filippino.
Dopo il 2014, lo Stato Islamico si è espanso per lo più grazie a gruppi jihadisti di altri paesi che hanno deciso di giurare fedeltà ad Abu Bakr al Baghdadi, leader supremo dell’Isis. Nelle Filippine, dove la popolazione musulmana supera il cinque per cento, è accaduta la stessa cosa; alcuni gruppi che operavano a sud del paese, nelle aree più povere a maggioranza musulmana, si sono fatti attrarre dalla propaganda dello Stato Islamico, e all’inizio del 2016 hanno giurato fedeltà a Baghdadi.

La battaglia di Marawi è solo l’ultimo atto di un conflitto che da quasi mezzo secolo insanguina le Filippine

L’Insurrezione Islamica nelle Filippine iniziò nel 1969, a causa di dissidi tra il governo filippino e gruppi islamici di ribelli di etnia moro. La rivolta fu scaturita da un presunto avvenimento, il massacro di Jabidah, dove sarebbero rimaste uccise una sessantina di persone di etnia moro, le quali si sarebbero dovute infiltrare nella regione di Sabah per via delle reclamazioni filippine sul territorio. L’attività dei gruppi separatisti è il proseguimento di una lunga ribellione da parte dell’etnia moro, originatasi nel 1899 per contrastare il dominio statunitense nel territorio filippino. Sin da allora le forze ribelli si sono scontrate con il governo locale, avente base a Manila. Secondo stime dell’Uppsala Conflict Data Program sarebbero state uccise più di seimila persone tra il 1989 ed il 2012 a seguito dei conflitti armati tra il governo e le forze separatiste.

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I gruppi jihadisti che a maggio hanno attaccato Marawi sono Abu Sayyaf e Maute Group

Abu Sayyaf fu fondato nel 1991 da Abdurajik Abubakar Janjalani un cittadino filippino musulmano che aveva combattuto nella Brigata Internazionale Musulmana durante l’invasione sovietica in Afghanistan, dove conobbe Osama Bin Laden. Bin Laden, a conflitto ultimato, lo convinse a creare un gruppo armato che mirasse alla conquista della regione Autonoma nel Mindanao Musulmano, e per far ciò, gli diede un finanziamento di sei milioni di dollari. Il 18 dicembre 1998 Janjalani rimase ucciso in uno scontro a fuoco con l’esercito filippino: a capo del gruppo fu posto suo fratello Khadaffy Janjalani che tuttavia, avendo solo 23 anni, non era dotato dell’esperienza giusta per guidare l’organizzazione. Per questo il nuovo leader si fece affiancare sempre più spesso da Jainal Antel Sali, che in numerose circostanze prese le redini del movimento.

Maute Group, conosciuto anche col nome di “Stato Islamico del Lanao”, è un gruppo jihadista recente, fondato nel 2012 dai fratelli Abdullah e Omar Maute e composto da combattenti di etnia moro e da alcuni foreign fighters. Nel 2015 il gruppo diffuse un video in cui alcuni suoi membri giuravano fedeltà all’Isis. A Febbraio del 2016 il gruppo fu coinvolto in uno scontro con l’esercito Filippino che portò alla conquista del loro quartier generale nella città di Butig, nella regione di Sud Lanao. Indiscrezioni affermavano che Omar, il fratello di Abdullah, fosse morto in questo scontro. Alcuni video trovati dai militari filippini sui cellulari dei jihadisti a Marawi, indicano che in realtà Omar sia ancora vivo.

Altri gruppi importanti che operano nell’area sono Ansar Khalifa Philippines, Moro Islamic Liberation Front, e Jemaah Islamiyah. Questi però, non hanno preso parte all’attacco su Marawi.

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Lorenzo Pedullà

Ho 21 anni, vivo a Parma, e sono uno studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna con la passione per il giornalismo e la politica. Ho già pubblicato articoli per alcune riviste e blog online. Scrivere mi permette di condividere le mie idee e le mie passioni.

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