Emergenza immigrazione. Il piano UE che Mogherini anticipa all’ONU

 

Mogherini-UE
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Federica Mogherini, l’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, ha incontrato ieri a New York i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, illustrando i contenuti della bozza del piano europeo sulla regolamentazione del flusso dei migranti, che domani dovrà essere discussa e approvata dal Collegio dell’UE. Tale anticipazione è servita per preparare il terreno in vista di un’altra discussione importante al Palazzo di vetro che riguarderà il mandato della missione nelle acque libiche per combattere i trafficanti e distruggere – si spera – anche i barconi prima del loro utilizzo.

Quattro i punti della strategia europea:

  • aiuto ai Paesi di origine e transito dei migranti
  • controllo alle frontiere a sud della Libia e nei paesi limitrofi
  • missioni contro i trafficanti di esseri umani e gli scafisti
  • l’obbligatorietà della suddivisione dei profughi in base ad un meccanismo di quote tra i Paesi dell’ UE (il punto più controverso)

Per ora c’è l’appoggio di Francia, Gran Bretagna, Spagna e Lituania, e non è escluso che si possa contare anche su quello degli altri undici membri, Russia e Cina compresa.

La speranza è quella che la decisione del Consiglio di Sicurezza, che altro non è che una legittimazione della comunità internazionale, arrivi in tempo per il Consiglio europeo del 25 giugno prossimo. La questione dei traffico dei migranti nel Mar Mediterraneo è sì una questione europea, ma anche mondiale. Per questo che la Mogherini sta insistendo sulla necessità della collaborazione internazionale facendo leva su due aspetti del fenomeno: motivi di sicurezza e motivi umanitari. E le azioni, tra cui quelle militari che prevedono anche la distruzione dei barconi, che l’UE intende mettere in campo, devono essere approvate da una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU che le legittimi. Il ministro degli esteri Gentiloni, ha spiegato in un trasmissione della Cnn condotta da Christiane Amanpour, che la risoluzione “fornirebbe una cornice di legalita’ internazionale per poter condurre operazioni mirate all’identificazione e distruzione delle imbarcazioni dei trafficanti di migranti prima che queste ultime partano. Ma – ha precisato – sarebbe folle immaginare di distruggere i barconi quando sono già in mare carichi di migranti, bisogna fermarli prima”.
Intanto entro la fine di maggio la Commissione Ue proporrà un piano per la «redistribuzione» fra gli Stati membri di immigrati. L’obiettivo, si legge sulla bozza, è «assicurare una partecipazione equa ed equilibrata di tutti gli Stati a questo sforzo comune». E’ questa la questione maggiormente dibattuta, una questione essenzialmente politica: la destinazione dei migranti e dunque le quote che ciascuno dei 28 paesi dovrà accogliere.

I Paesi che ricevono i migranti saranno responsabili dell’esame della richiesta di asilo secondo le regole e le garanzie stabilite. I criteri per la ripartizione dei migranti tra gli Stati membri saranno: il Pil, la popolazione del Paese, il tasso di disoccupazione e le cifre richiedenti asilo nel passato.

Entro la fine dell’anno la Commissione prevede di predisporre norme condivise fra gli Stati membri per un sistema di ripartizione obbligatorio e permanente. Si tratta di una situazione eccezionale che richiede misure eccezionali, come ha puntualizzato la Mogherini al Consiglio di Sicurezza, che ha aggiunto «migranti e profughi non saranno mandati indietro. Voglio essere chiara su questo, «la Convenzione di Ginevra sarà pienamente rispettata».

Le reazioni

Al termine della relazione al Consiglio di sicurezza dell’ONU, Mogherini ha detto alla stampa internazionale che il Consiglio di sicurezza “condivide il senso di urgenza” della UE nella crisi dei migranti e di aver riscontrato un alto livello di comprensione per quello che l’UE sta facendo “. Ha poi inoltre annunciato che lunedì 18 maggio al Consiglio europeo verranno prese le prime decisioni in materia di sicurezza e politica estera contro i trafficanti. Di più “Bisogna essere sicuri che i barconi non vengano più usati e dobbiamo assumerci la responsabilità non solo di salvare vite umane, ma anche di preoccuparci delle vite che abbiamo salvato. L’Ue – ha concluso – può fare molto, faremo molto, ma non lo faremo da soli. Vogliamo lavorare con l’Onu sul mandato di una operazione navale per fermare il traffico illegale di migranti”.

L’inviato di Tripoli alle Nazioni Unite, Ibrahim Dabbashi, accusa l’UE di non aver consultato la Libia e di averla lasciata all’oscuro delle loro intenzioni e del tipo di azioni militari che stanno per prendere nelle acque territoriali. Sottolineando come non sia ancora chiaro in che modo i servizi di soccorso marittimo dell’UE dovranno distinguere le barche dei pescatori dalle navi dei trafficanti.

Anche il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che sull’emergenza immigrazione sta tirando fuori la sua spina dorsale, ha detto da Madrid: «Siamo in attesa di una risoluzione delle Nazioni Unite, e poi dobbiamo ascoltare i libici, occorre il loro consenso. Questo caratterizza l’azione del nostro Paese». Se l’Europa «non interviene presto per migliorare le condizioni dei Paesi da cui partono i migranti -ha poi ribadito il Capo dello Stato – avremo in futuro ben altre ondate migratorie, di quello occorre preoccuparsi»

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