Elezioni presidenziali russe: sempre più probabile il terzo e ultimo mandato di Vladimir Putin

Le elezioni presidenziali russe sono ormai alle porte: la vittoria di Vladimir Putin è data per certa

Non solo l’Italia, anche la Russia è chiamata al voto. Il prossimo 18 marzo andranno in scena le elezioni presidenziali russe in cui Vladimir Putin cercherà di riconfermarsi per altri sei anni a guida del Cremlino. Un risultato che sembra già scritto.
Se i sondaggi di voto danno la vittoria di Putin addirittura con il 60-70% delle preferenze, resta tuttavia un grande punto di domanda: cosa accadrà in Russia una volta che sarà terminato anche questo mandato, quando l’attuale presidente avrà superato la soglia dei 70 anni e per legge sarà incandidabile?

Embed from Getty Images

L’unico candidato, che poteva seriamente mettere in discussione l’ampia popolarità di cui Putin gode nel Paese, era Aleksej Navalnyj, leader dell’opposizione che lo stesso presidente ha abilmente estromesso dalla battaglia elettorale facendolo condannare dai magistrati russi per truffa. In questo modo, ai restanti candidati non resterà che fare le belle statuine.
Tra questi figurano Ksenija Sobčak, figlia dell’ex sindaco di San Pietroburgo nonché mentore politico di Putin. Nota per gli ottimi rapporti con l’establishment, è stata ribattezzata la “Paris Hilton russa”: Sobčak sostiene i liberali e, contrariamente a Putin, è a favore del riconoscimento dei diritti degli omosessuali.
Gli altri candidati in corsa per le elezioni sono Pavel Grudinin, in passato a capo della cooperativa agricola Fattoria statale di Lenin, e Vladimir Žirinovskij, esponente del movimento ultranazionalista. Dopo aver fatto questa breve rassegna, la vittoria di Putin sembra saldamente in cassaforte.

Embed from Getty Images

Indicato dall’ex presidente Eltsin come suo successore, Putin ha saputo dare ai cittadini russi ciò che a lungo avevano ricercato: il raggiungimento di una solida stabilità. Un traguardo con cui ha affermato e mantenuto una popolarità quasi ventennale. Il suo conservatorismo ha dato alla Russia possibilità di rifiatare dopo i fallimenti politici del passato.
Grazie alle sue politiche interne, le condizioni economiche dei russi sono nettamente migliorate rispetto agli anni passati. Mentre le scelte in politica estera, in particolare con la Georgia, la Crimea e l’Ucraina orientale, sono passate agli occhi dell’opinione pubblica più come operazioni difensive che come tentativi di espansione territoriale. Se al di fuori dei confini nazionali, Putin viene considerato un vero e proprio dittatore, non è così per gli storici russi.
A questo ha contribuito anche la decisione di lasciare la presidenza per diventare primo ministro, carica che ha ricoperto tra il 2008 e il 2012, adeguandosi alla legge che impedisce di ottenere due mandati presidenziali di fila.

Nonostante abbia manipolato più volte la democrazia, a seconda dei suoi interessi, Putin pare veramente intenzionato a mantenere salda la struttura del sistema politico russo.
Quindi, è un vero e proprio mistero cosa accadrà nel dopo-Putin, quando l’esperimento democratico iniziato nel lontano 1989 subirà le pressioni degli oligarchi, che in passato hanno privatizzato l’economia statale, accumulando grandi ricchezze grazie anche alla malavita russa.

Please follow and like us:

Andrea Petricca

Mi chiamo Andrea Petricca. Sono uno studente universitario di Lettere, affascinato da sempre dal mondo dell'informazione. Il piacere di sfogliare un quotidiano o immergersi nella lettura di un libro. Una routine di cui non riesco a fare a meno, dalla quale nasce la mia passione per la scrittura e la voglia di raccontare la realtà che ci circonda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.ilcosmopolitico.it/home/wp-content/plugins/ultimate-social-media-icons/libs/controllers/sfsi_frontpopUp.php on line 63