Elezioni in Argentina, vince Macri, fine peronismo

Argentina: Macri vince elezioni presidenziali
Argentina: Macri vince elezioni presidenziali 2015

23/11/2015  ore 18,32

Vince l’imprenditore e il sindaco di Buones Aires, tramonta il peronismo targato “Kirchner”

Al ballottaggio di ieri 22 novembre, il popolo argentino ha eletto un nuovo presidente: Maurizio Macri, candidato del centrodestra coalizione Cambiemos, che ha battuto con un distacco di 700mila voti (51,4 % dei voti, contro il 48,6%) il peronista moderato del Frente para la Victoria, Daniel Scioli, erede» della presidente Kirchner.

Macri entrerà ufficialmente nel palazzo presidenziale della Casa Rosada, il prossimo 10 dicembre per un mandato di 4 anni.

Finisce dopo 12 anni il peronismo targato “Kirchner”: due mandati di Cristina Kirchner (2007-2015), succeduta al defunto marito Nestor (2003-2007). E da oggi probabilmente si metterà alla ricerca di una nuova leadership pronta a ridiscendere in campo se lo shock economico promesso da Macri non avrà l’esito sperato nei prossimi mesi.

Maurizio Macri

Classe 1959, origine italiana (padre calabrese, nonna romana), figlio del magnate Franco Macri, il neo presidente è laureato in Ingegneria civile, ed è stato per due mandati sindaco della città di Buenos Aires. E’ riuscito a convincere la maggioranza degli elettori, dimostrando così di aver azzeccato la coalizione vincente, creata mesi fa tra il suo partito (Propuesta Republicana, Pro) e due forze centriste (radicali e Coalicion Civica).

Durante la campagna elettorale, ha fatto leva sulla sua capacità di governare, dimostrata nell’amministrazione di Buenos Aires, promettendo di estendere quel successo a tutto il resto del Paese.

E’ stato deputato nazionale nel 2005 per i Repubblicani, prima di diventare il leader di «Cambiemos».

Pur se Macri viene tacciato dai critici come un «neoliberista, un imprenditore di destra» che si disinteressa ai problemi dei poveri, durane la campagna elettorale ha sostenuto che tra le sue priorità c’è la necessità di sradicare la povertà, contrastare il traffico di droga, pur garantendo misure che favoriscano il ritorno degli investimenti esteri e, in politica internazionale, un solido riavvicinamento agli Stati Uniti.

Anche se riavvicinarsi agli USA significherà staccare la spina in America Latina al Venezuela di Chávez, Ecuador, Bolivia, Paraguay e, in parte, anche al Brasile.

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *