Egitto, elezioni parlamentari 2015

Egitto-Al Sisi-Presidente
Egitto-Al Sisi-Presidente

17/10/2015 ore 20,43

Tornata elettorale senza sorprese per Al Sisi

L’Egitto, che non ha un Parlamento da giugno del 2012, ha iniziato oggi, per continuare domani, le elezioni parlamentari con l’apertura dei seggi all’estero in 139 ambasciate. Democray Intenational, organizzazione statunitense, annuncia che non invierà osservatori per monitorare la correttezza delle operazioni di voto, a causa delle difficoltà per l’ottenimento dei visti. Non manca chi ritiene che sia semplicemente il risultato delle pressioni del governo del Cairo perché esca fuori un Parlamento in linea con il presidente Abdel Fattah Al Sisi.

Mentre domenica 18 e lunedì 19 ottobre, ci sarà il primo turno delle elezioni parlamentari in Egitto, il secondo turno è invece previsto per il 22 e 23 novembre. Sono chiamati 55,6 milioni di elettori alle urne su una popolazione totale di 87,8 milioni di persone. Il tutto avverrà sotto la supervisione di 16 giudici, 87 organizzazioni locali e internazionali e 717 osservatori stranieri provenienti da USA, Africa, Svizzera e UE.

La Commissione elettorale egiziana ha elaborato due turni con 14 muhafaza (governatorati) interessati alla prima fase e 13 alla seconda.

I risultati del primo turno verranno annunciati il 30 ottobre, quelli del secondo turno il 4 dicembre 2015.

Gli egiziani sono chiamati a votare per 596 legislatori membri della Camera: 448 saranno eletti nelle liste indipendenti con sistema uninominale, e 120 con il sistema delle liste di partiti. Gli altri 28 parlamentari saranno nominati dal presidente portando così il totale dei legislatori a 596.

Entro la fine dell’anno è prevista la prima riunione del Parlamento che dovrà esaminare e poi votare tutte le leggi emanate da Al Sisi. È difficile che contesti l’operato di Al Sisi che nelle ultime settimane è riuscito a ottenere dalla Banca Mondiale, per fronteggiare il deficit del Paese, un prestito di 3miliardi di dollari, o contestare la decisione di prendere parte alla guerra in Yemen a fianco dei sauditi

Le elezioni parlamentari avviate sono le prime da quando l’ex capo delle Forze Armate Al Sisi, all’indomani del golpe militare, è diventato presidente dell’Egitto. Sono uno dei tasselli della transizione democratica dopo l’elezione di Al Sisi nel maggio dell’anno scorso e dopo l’adozione della nuova Costituzione approvata nel 2014, che ha abolito il sistema bicamerale, salvando una sola Camera. In tale transizione democratica, però, in pochi credono. Al Sisi si è servito del potere legislativo, accentrato nelle sue mani, per eliminare ogni margine di dialettica politica. Tanto da sbarazzarsi di tutti i suoi oppositori politici: i Fratelli musulmani, i laici e i giovani che avevano acceso la “primavera araba”. Per questo motivo il presidente Al Sisi ha una via spianata verso la vittoria

Liste presentate in Egitto

Saranno presenti 7 liste, per un totale di 2.573 candidati individuali.

  • Per amore dell’Egitto: è la coalizione coordinata da Sameh Seif El-Yazal, ex funzionario dell’intelligence egiziana, esperto di sicurezza e presidente del Gomhouria Centre for Political and Strategic Studies. Si ritiene che la coalizione sia sostenuta da Abdel Fattah Al Sisi
  • Cavalieri dell’Egitto: è un partito guidato dal generale Abdel-Rafe Darwish e fondato nel gennaio del 2014. Ne fanno parte principalmente militari in pensione a sostegno del presidente Abdel-Fattah Al Sisi.
  • Fronte egiziano e Corrente indipendente: coalizione guidata dall’ex premier Ahmed Shafik, che ora vive negli Emirati ”per motivi di sicurezza” e che nel 2012 si è candidato alle presidenziali vinte da Mohammed Morsi
  • Blocco indipendente del risveglio nazionale: guidato dallo Sheikh sufi Mohamed El-Assouani. Si autodefinisce una coalizione sufi che intende rappresentare tutti gli egiziani, ma in particolare quelli dell’Alto Egitto. Esprime il rifiuto totale della retorica dei Fratelli Musulmani.
  • Al-Nour: il partito salafita, guidato da Younis Makhioun, è l’unico partito islamista candidato alle elezioni parlamentari egiziane. Nato come partito all’indomani della rivoluzione del 25 gennaio 2011 contro Hosni Mubarak, è basato sui principi della Sharia islamica.
  • Chiamata dell’Egitto: fondata nel dicembre del 2014 e guidata da Hisham Anany, è una coalizione che comprende 17 tra partiti politici e movimenti giovanili
  • Alleanza repubblicana delle forze sociali: guidata dall’ex vice presidente della Corte costituzionale egiziana Tahany El-Gebaly. Circa la metà dei candidati è composta da donne, mentre non ci sono partiti politici.

Altre formazioni politiche hanno deciso di boicottare le elezioni

A proposito di donne al voto, quelle in abiti ‘succinti’, ma nemmeno quelle che indossano il niqab, ovvero il velo integrale, non saranno ammesse al voto.

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