Il crollo della sinistra italiana: cronaca di una sconfitta quasi annunciata

Le elezioni politiche sanciscono la tremenda debacle dell’intera sinistra italiana e dei suoi più importanti rappresentanti

Una Caporetto: questo è stato l’esito delle elezioni in Italia sia per i democratici sia in generale per la sinistra (+Europa, Liberi e Uguali, etc…). Poco ma sicuro, il più grande sconfitto è stato sicuramente Matteo Renzi, il segretario del Pd che nella notte degli exit poll aveva saggiamente chiosato: “Se ne esco vivo, va bene”. Mai parole furono più azzeccate. Infatti altro che soglia Bersani (25%), il partito democratico non è riuscito nemmeno ad arrivare al 20%, un risultato lontano anni luce dal quel 40% ottenuto nel 2014 nel corso delle elezioni europee. Un esito inatteso che ha lasciato di sasso tutti i big del suo partito, a cominciare da Franceschini, Delrio e Orlando. Nella notte l’unica dichiarazione dal quartier generale dei dem è arrivata dal vicesegretario Martina: “Si tratta di una sconfitta molto chiara, tutte le valutazioni le farà il segretario”. Proprio il segretario potrebbe essere l’indiziato numero uno su cui ricadrebbero gran parte delle responsabilità di questa tremenda debacle.

Perché? Questa sconfitta, che potrebbe costare caro all’ex premier dem, si va ad aggiungere ad una serie di insuccessi che cominciano a partire dal referendum costituzionale del 4 dicembre 2016. La sensazione è che come accadde in occasione del referendum di 15 mesi fa, anche queste elezioni hanno sancito un dissenso generale contro il segretario del Pd, reo di aver personalizzato ogni sua battaglia politica intrapresa in questi ultimi anni, spingendo così gran parte dell’elettorato di sinistra a votare 5 Stelle oppure favorendo la Lega Nord: i due grandi vincitori di queste elezioni. A questo, deve essere aggiunto il fallimento dell’esperimento più a sinistra, Liberi e Uguali. infatti, la formazione in cui spiccavano nomi del calibro di Grasso, Bersani, D’Alema e Boldrini, non è stata in grado di intercettare proprio i voti degli elettori scontenti di Renzi e delle sue scelte, superando di un soffio la soglia di sbarramento. Lo stesso discorso può essere fatto per il movimento di Emma Bonino, +Europa, la cui entrata in Senato e in Parlamento è in forte dubbio.

Il futuro per la sinistra è tutt’altro che chiaro. Molto probabilmente il Pd sarà chiamato ad una vera e propria resa dei conti: tra le tante ipotesi del momento, quella più accreditata vede il passo indietro di Renzi a favore di Paolo Gentiloni, che in questo modo sarebbe chiamato a guidare una fase di transizione.
Oltre il 70% del popolo italiano ha espresso la preferenza per un movimento di destra. Un dato più che sufficiente per ammettere che le elezioni del 2018 rappresentano un evento storico che segna il punto più basso toccato dalla sinistra in Italia negli ultimi anni, incapace di arginare le derive populiste e le destre xenofobe, fenomeni ormai comuni nell’intero Occidente.

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Andrea Petricca

Mi chiamo Andrea Petricca. Sono uno studente universitario di Lettere, affascinato da sempre dal mondo dell'informazione. Il piacere di sfogliare un quotidiano o immergersi nella lettura di un libro. Una routine di cui non riesco a fare a meno, dalla quale nasce la mia passione per la scrittura e la voglia di raccontare la realtà che ci circonda.

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