Corea del Nord. Chi ha interesse a mantenerla in vita?

I recenti scambi di minacce fra Washington e Pyongyang fanno tremare il mondo. Quella Coreana è una vicenda lunga e dalla storia complessa. Come mai dopo 64 anni i due paesi sono ancora divisi?

La fine della seconda guerra mondiale e gli spostamenti della politica e dell’ideologia globale, portarono alla divisione della corea nel 1953, a seguito di un sanguinoso conflitto fra Nord (supportato dal blocco comunista) e Sud (supportato dagli Stati Uniti). La divisione della Corea era già iniziata nel 1945 immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma il crescere delle tensioni fra Est e Ovest causò nel 1950 lo scoppio di un nuovo conflitto fra Nord e Sud.
Oggi, le due coree sono ancora formalmente in guerra con i cannoni puntati l’una verso l’altra. Nel corso di questi decenni si è visto l’alternarsi fra momenti di tensione e momenti di collaborazione, spesso dovuti alla volontà dei leader o alle relative capacità diplomatiche.

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Specialmente negli ultimi anni, durante le presidenze Bush e Obama, si era assistito ad una relativa distensione dei rapporti, se non da parte Nord Coreana, almeno dalla Casa Bianca. Il regime di Pyongyang aveva continuato imperterrito il suo programma nucleare, riuscendo anche a testare con successo qualche missile balistico. Le reazioni Americane ci furono sempre, però ogni volta in forma superficiale e generalizzata, con comunicati di condanna delle azioni, inasprimenti delle sanzioni o richiami alle Nazioni Unite. 
Putin disse: “in Corea del Nord mangerebbero l’erba pur di non rinunciare al proprio programma nucleare”, e per molto tempo gli Stati Uniti sono sembrati consapevoli di ciò, dando priorità all’isolamento diplomatico e cercando di mantenere un profilo basso con gli alleati Sud Coreani, al fine di minimizzare la minaccia di Pyongyang.

Poi, come un fulmine a ciel sereno, l’amministrazione Trump si è ricalata nella vicenda coreana, portando ad un inasprimento delle relazioni fatto di dichiarazioni shock, corse agli armamenti, e continue esercitazioni militari, in perfetto stile guerra fredda. Di tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale, e ad un anno dall’inizio della presidenza, quella Coreana sembra essere una delle poche promesse che Trump sta rispettando.
Sono molti gli attori coinvolti in questo gioco fatto di tensione e armi nucleari: le due Coree in primis, ma anche Stati Uniti, Russia, Cina, Giappone. Sempre più studiosi sono convinti che siamo vicini ad un punto di svolta nella storia asiatica. Quali di questi paesi hanno però il vero interesse a vedere la corea riunificata? Purtroppo, nessuno. 
Come fu per la Germania, il costo di una riunificazione fra Nord e Sud si scaricherebbe unicamente sulle spalle del popolo Sud Coreano. Le autorità di Seul sanno che in questo momento non sono economicamente in grado di sostenere il peso della riunificazione perché vi è un divario tecnologico troppo grande fra il Nord, che si basa sull’economia agraria, e il Sud, che si basa sull’economia industriale moderna. Il Pil pro capite Sud Coreano è 16 volte più grande di quello Nordcoreano (dati indexmundi.com, 2011)

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Anche gli Stati Uniti non hanno interesse a vedere la questione risolta. La presenza del regime di Pyongyang, è ciò che da più di mezzo secolo permette agli Usa di giustificare la presenza delle proprie truppe in Corea del Sud e in Giappone. Le truppe americane in Corea del Sud sono circa 30 mila e il governo di Seul paga agli Stati Uniti circa 870 milioni di dollari all’anno per il mantenimento di esse. Queste truppe non fanno solo da deterrenza contro le minacce nordcoreane, ma servono anche contro la Cina, che ultimamente è attiva nel mare a sud della penisola.

Russia e Cina come già sappiamo non vedono con piacere le attività Statunitensi vicino ai loro confini. La Cina specialmente, ha interesse a mantenere in vita il regime Nord Coreano perché esso funge da “zona cuscinetto” fra i suoi confini e le truppe Americane presenti in Corea del Sud. Un collasso del regime rischierebbe di portare al conflitto o ad una situazione di tensione ben peggiore di quella attuale.
Parte dell’opinione pubblica Giapponese, usa le tensioni con Pyongyang per diffondere idee nazionaliste volte alla modifica della costituzione in funzione militarista. La costituzione Giapponese fu scritta dagli Stati Uniti dopo la fine della seconda guerra mondiale, con un testo pacifista che rigetta la guerra.
Gli eventi si susseguono velocemente, ma la vicenda Coreana sembra ancora un problema difficile da risolvere, con un futuro incerto che molti paesi preferiscono strumentalizzare o addirittura ignorare.

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Lorenzo Pedullà

Ho 21 anni, vivo a Parma, e sono uno studente di Scienze Politiche, Sociali e Internazionali all'Università di Bologna con la passione per il giornalismo e la politica. Ho già pubblicato articoli per alcune riviste e blog online. Scrivere mi permette di condividere le mie idee e le mie passioni.

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