Come cambierà la Cina con il nuovo quinquennio di Xi Jinping

Con l’aggiunta della “linea guida Xi Jinping” alla sua costituzione, il Partito comunista cinese ha indicato le nuove priorità dei prossimi anni con sostanziali novità e obiettivi in tema di assicurare una maggiore protezione dell’ambiente, un miglioramento della qualità della vita e un bilanciamento economico verso una crescita più equa

Un cambiamento che segna una rottura con il passato sempre focalizzato su obiettivi  di espansione economica e che va di pari passo con l’importante novità subito notata con la presentazione del secondo mandato di Xi Jinping  alla guida della Cina. Tra le novità, oltre all’ingresso del proprio nome nella Costituzione del Partito comunista cinese, spicca la mancata nomina di un suo successore. Infatti, nella sfilata del Nuovo Comitato Permanente nella Grande Sala del Popolo, non c’era nessuno esponente giovane tale da poter essere considerato il prescelto per sostituire Xi Jinping alla guida della Cina nel 2022.
Il presidente cinese ha così rotto una tradizione che andava avanti da almeno venticinque anni,  che gli imponeva di nominare un successore alla fine del primo mandato.

Il nuovo Comitato permanente

Nel nuovo Comitato permanente per altri cinque anni ci saranno Xi Jinping e il capo del governo, Li Keqiang. Mentre i nuovi cinque membri provengono dalle diverse fazioni del Partito comunista nel rispetto delle diverse fazioni. Ci saranno:

  • Li Zhanshu: da decenni amico di Xi Jinping, già consigliere e sostenitore del presidente negli ultimi cinque anni;

  • Wang Yang: esponente della Lega della Gioventù Comunista vicina all’ex-presidente Hu Jintao, in passato segretario del Partito nella ricca provincia del Guangdong, dove si è distinto per aver enfatizzato il ruolo del mercato e della società civile.

  • Wang Huning: docente universitario e consigliere politico di tre generazioni di leader cinesi.

  • Zhao Leji: che assumerà la guida della potentissima commissione incaricata della lotta alla corruzione.

  • Han Zheng: già segretario del Partito comunista di Shanghai, roccaforte del potere dell’ex-presidente Jiang Zemin.

La scelta di Xi Jinping rispetta quindi gli equilibri delle anime del Partito ma rompe con la tradizione decidendo, di non nominare un chiaro successore. Questo per molti osservatori consentirebbe al presidente cinese di unire il Partito intorno alla sua leadership, e rafforzerebbe le ipotesi secondo cui Xi Jinping potrebbe rimanere al vertice della Cina anche oltre la scadenza del suo mandato.

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Ma come cambiano le priorità della leadership alla luce degli emendamenti alla Costituzione?

Altri cambiamenti sostanziali sono a livello programmatico. Secondo Rob Subbaraman, chief economist per l’Asia a Nomura Holdings Inc. in Singapore c’è una crescente aspettativa che il leader riduca l’obiettivo ufficiale di crescita economica dal 6,5% al 6% per l’anno prossimo.
La linea guida Xi aumenta le possibilità che i leader cinesi si concentrino più su indici qualitativi di crescita piuttosto che quantitativi nel prossimo anno.
Come sottolineato da Julian Evans-Pritchard, economista della Cina presso Capital Economics Ltd. di Singapore il maggiore controllo politico di Xi  JinPing gli permetterà di trovare una minore resistenza all’agenda del secondo quinquennio, e ciò dovrebbe significare progressi più rapidi in alcuni settori, soprattutto in tema ambientale.  
Come scrivono Miao Han e Kevin Hamlin su Bloomberg la nuova strategia si basa su otto punti principali, attraverso cui la classe dirigente cercherà di plasmare l’economia cinese dei prossimi cinque anni. Tutto parte dal riconoscimento dei punti forti e deboli del passato che hanno portato la Cina dov’è oggi.

La contraddizione dello sviluppo cinese

La principale contraddizione che deve affrontare la società cinese è quella di sottolineare nel tempo che la crescita economica è stata sempre più sbilanciata a favore dello sviluppo piuttosto che nell’assicurare una qualità di vita migliore in relazione a una crescita economica elevata. Tra i bisogni sempre più crescenti della popolazione si rileva quello di capovolgere o almeno di riequilibrare questo rapporto. Una tale presa di coscienza da parte della leadership rappresenta un cambiamento epocale in quanto consiste una ricerca di soddisfare le esigenze della popolazione e riconosce l’aumento della disuguaglianza, oltre che dare visibilità alle richieste dei cinesi di maggiori benefici economici insieme a quelli culturali, sociali e ambientali.

Sviluppo aperto

La leadership ha posto un nuovo accento su un’idea diversa di sviluppo che possa essere più equilibrato, focalizzato sulla ricerca dell’innovazione, coordinato con le altre leve economiche del Paese, più rispettoso delle problematiche ambientali e soprattutto aperto a tutti. Questa enfasi rappresenta l’ennesimo segnale dei leader di voler costruire un’economia di valore e che possa essere attenta alle problematiche ambientali.

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Alla ricerca di uno sviluppo di qualità

Gli obiettivi della ricerca di una vita di migliore qualità, di uno sviluppo che possa essere più efficiente, equo e sostenibile riprendono le implicazioni circa il riconoscimento della principale contraddizione dello sviluppo dell’economia cinese e conferma la volontà da parte dei leader di allontanarsi da un approccio di crescita a tutti i costi.

Il ruolo decisivo del mercato

SI è lontani dalla chiusura autarchica del passato e anche in Costituzione viene riconosciuto e espressamente previsto il ruolo decisivo delle forze di mercato nell’allocazione delle risorse proprio per garantire al governo di svolgere al meglio il proprio ruolo. Questo riconoscimento non porta a nulla di nuovo circa quello che si era già stabilito nel 2013 circa il consentire una maggiore influenza per le forze di mercato. Tuttavia, l’aggiunta nella costituzione indica che i quadri accettano ufficialmente che la “mano invisibile” del mercato operi accanto a quella dello Stato.

Riforme strutturali a sostegno dell’offerta

Questo punto costituisce il nucleo centrale su cui ha posto enfasi la politica Xi Jinping attraverso il taglio della sovraccapacità produttiva e sulla riduzione della leva finanziaria pur con l’aumento della domanda interna. I primi risultati prudenti hanno comunque prodotto progressi in settori cruciali e l’inclusione nella costituzione dei questo punto dimostra la volontà di porre maggior enfasi in futuro su questo obiettivo.

Acque pulite

Uno dei temi centrali della linea di Xi Jinping è la protezione ambientale riconoscendo come la pulizia delle acque e la protezione della natura siano elementi fondamentali per il benessere. Inoltre, la popolazione accoglie favorevolmente questa spinta verso un’economia “green”, anche se a livello di numeri potrebbe nel breve periodo causare un trascinamento lento della crescita economica.

Proseguire nella strategia della “Nuova via della seta”

La Nuova via della seta è un’iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia, conosciuta anche come “iniziativa della zona e della via” o “una zona, una via” e col corrispondente acronimo inglese OBOR (one belt, one road). Partendo dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, la strategia mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le produzioni cinesi. L’iniziativa che era stata annunciata da Xi Jinping è stata definita dal leader come “il progetto del secolo”. Secondo Rajiv Biswas, economista Asia-Pacifico dell’IHS Markit di Singapore, l’aggiunta alla costituzione potrebbe aiutare a rafforzare l’interesse e la disponibilità di imprese del settore privato e istituzioni finanziarie ad assumere partecipazioni in investimenti a lungo termine.

Standard più elevati

L’inserimento in costituzione della volontà di costruire un’economia aperta a standard più elevati offre una garanzia per quelle società straniere che a lungo hanno denunciato la Cina di porre barriere di mercato. Wei Jianguo, ex viceministro del commercio e ora vice direttore esecutivo del Centro cinese per gli scambi economici internazionali ha previsto ulteriori misure per attirare gli investimenti stranieri dopo il congresso del partito.
Se questi punti indicano la conferma di un cambio di tendenza da parte della leadership cinese nel perseguimento di uno sviluppo economico più equilibrato dall’altro, per molti osservatori, appare comunque improbabile che queste misure bastino per risolvere quei problemi strutturali che minacciano le prospettive di crescita cinesi.

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Daniele Maisto

Blogger, giornalista laureato in scienze politiche e relazioni internazionali e studi diplomatici. Vive di attualità e politica, runner appassionato di tanti sport, auto, musica e tecnologia, crede nella possibilità che una descrizione meno faziosa dei fatti possa rendere il mondo più democratico.

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