Cina: alle porte del XIX Congresso del Partito Comunista Cinese

Il 18 ottobre 2017 il Presidente della Cina Xi Jinping verrà messo alla prova. Secondo possibile mandato di Segretario Generale del Partito Comunista. Obiettivo: eradicare la povertà in Cina

L’appuntamento con il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese sarà il 18 ottobre, come reso noto a fine agosto dall’agenzia stampa ufficiale Xinhua. Ma in cosa consiste esattamente? E perché è un incontro tanto atteso?
Il Congresso generale del PCC è un momento fondamentale nella vita politica della Cina: a cadenza quinquennale i delegati dei comitati di Partito si riuniscono per discutere i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni e per eleggere i massimi leader del Partito – fattore decisivo se si considera che questo è sovrapposto allo Stato. Nel Congresso tenutosi nel 2012 Xi Jinping venne indicato come segretario generale del Partito – diventando poi nel 2013 anche Presidente della Repubblica Popolare Cinese – segnando così un distacco con la politica tenuta fino a quel momento.
Ritenuto inizialmente “uomo del compromesso”, Xi ha di fatto portato avanti un’azione di centralizzazione del potere, in particolare in materia di politica economica, tradizionalmente affidata al premier. Ma non solo. Perpetuando una severa campagna anti-corruzione ha duramente colpito le principali fazioni del Partito e contemporaneamente ha tentato di costruirne una propria.

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Il Congresso che si terrà quest’anno, nel contesto appena esposto, acquisisce maggior rilievo se si considera che, per motivi anagrafici, verranno rinominati cinque dei sette componenti del Comitato Permanente del Politburo (Ufficio Politico del Comitato Centrale) e che Xi Jinping entrerà nel suo secondo mandato. Da non sottovalutare anche il fatto che tra i nuovi nominati sarà presente colui che sarà il successore alla carica di Segretario Generale. Secondo una regola informale risalente alle riforme del 1978, infatti, per dar respiro alle diverse correnti del partito, nessun politico ha ricoperto tale carica per più di due mandati.
Tuttavia questa nomina è attesa con particolare attenzione, poiché sulla scia del cambiamento, l’attuale Segretario Genrale potrebbe modificare anche questo assetto.
Con il suo secondo mandato il Presidente Xi consoliderà ulteriormente il suo potere, ed essendo già molto amato dal popolo, si prospetta raggiunga i livelli di popolarità di Deng Xiaoping. Ed è proprio questa una delle ragioni per cui il Congresso che si terrà ad ottobre interesserà non solo la Cina. Rinsaldando il proprio potere, Xi potrebbe inserire il proprio pensiero politico nella costituzione del PCC, come altri prima di lui.
Essendo la Cina una delle maggiori potenze economiche del mondo, le variazioni sul versante politico interno hanno inevitabilmente delle ripercussioni non solo sul versante politico estero, ma anche su quello economico – Xi si è posto come obiettivo quello di eradicare la povertà in Cina entro il 2021. Indispensabile dunque capire su che linea si svilupperanno le riforme e la linea politica cinese nei prossimi cinque anni.
Le conseguenze forse più immediate si avranno in riferimento alle recenti tensioni nella penisola coreana. Secondo il Global Times, durante il Congresso sarà lo stesso Xi a presentare un rapporto dettagliato da utilizzare come linea guida per il PCC. Gli argomenti trattati andrebbero dalla Brexit all’amministrazione Trump, senza trascurare ovviamente gli attriti nell’Asia orientale.
Per il momento però non ci resta che aspettare con impazienza e attenzione l’evolversi della situazione.

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