La vignetta “Yalta au Vatican” di Charlie Hebdo: il potere delle religioni

Charlie Hebdo il potere delle religioni
Charlie Hebdo il potere delle religioni

Il 14 gennaio scorso, dopo la strage terroristica di Parigi, è uscito di nuovo “Charlie Hebdo”, con una tiratura di milioni di copie, impensabile fino a qualche settimana fa.

I sopravvissuti del giornale, che è visto come simbolo di laicità universale ispirata a Voltaire, hanno continuano a fare satira senza cadere nella retorica, nel buonismo, e nella tentazione di fare distinzioni tra l’islam buono e quello cattivo. Il messaggio che lanciano i disegnatori è che se “NON TUTTI GLI ISLAMICI SONO TERRORISTICI” di fatto “TUTTI I TERRORISTI SONO ISLAMICI”.

Il giornale, con le sue vignette provocatorie fino al limite del blasfemia, condivisibile o meno, resta un punto fermo della libertà di espressione nell’intero villaggio globale. Basterebbe un solo paletto per far venir meno tale libertà che rappresenta il vero pilastro della “Democrazia Occidentale”. Piaccia o no è così. Viviamo nel terzo millennio, epoca impregnata anche da un’ondata massiccia di volgarità evidente nelle pubblicità, nelle tv, nel modo di vestire, di parlare, di muoversi, ecc. Nulla sembra scandalizzarci. Perché allora dovremmo gridare all’offesa di fronte ad una satira di “Charlie Hebdo” ? Tante sono state le testate giornalistiche importanti che hanno preferito non riportare le vignette di “Charlie” sulle loro colonne. Interi paesi sono scesi in piazza per manifestare con violenza contro le vignette di “Charlie”. Lo stesso Papa  Francesco ha «scomunicato» “Charlie Hebdo”. Tali visioni vanno rispettate, ma non mettiamo freno all’immaginazione, alla fantasia degli uomini, che sono il sale della democrazia. Altrimenti gli uomini verranno tutti impacchettati, programmati e fatti diventare dei piccoli robot pilotati a piacimento dal pensiero di pochi “guru spirituali”.

Resta di fondo il rispetto profondo di tutte le religioni, alcune delle quali con storie di svariati millenni, che non devono sentirsi minimamente intaccate da qualche vignetta di satira.

I mandanti della “mattanza” di “Charlie Hebdo”, è vero che hanno creato un clima di terrore a Parigi e nell’intera Europa, ma mai avrebbero immaginato di scatenare una divulgazione del messaggio di Charlie in tutto il mondo, anche in posti dove neanche tra qualche secolo sarebbe arrivato. E’ stato un effetto collaterale, non previsto e devastante per l’estremismo islamico.

A chi, poi, non condivide la satira del giornale francese la soluzione c’è: non comprare il giornale.

Va detto per verità di cronaca che non tutte le vignette sono volgari e offensive, non vanno in un’unica direzione, nel senso che non criticano una sola religione, ma tutte, e ci sono alcune che dicono delle verità che sono mal digerite.

La vignetta a pagina 2 intitolata: “Yalta au Vatican” in cui un IMAM, il PAPA e un RABBINO disposti intorno ad un grande mappamondo ipotizzano la spartizione del mondo mentre dietro ci sta un LEADER BUDDISTA con codino che li guarda esterrefatti sentendosi escluso, fa emergere una verità disarmante.

Il cristianesimo, l’islam, l’ebraismo e il buddismo (un po’ meno) dominano il mondo. Dettano precetti e doveri da osservare, e in alcuni casi chiedono obbedienza, abbandono e sottomissione quasi totale al proprio Dio.  Influendo così ogni ambito della vita quotidiana: il pensiero, l’approccio verso le cose, il cibo, il vestiario, i progetti della propria vita, il giorno del riposo, la sposa da scegliere, il modo di educare i figli, i libri da leggere, i pensieri, i sogni, e così via. In questo modo la religione esercita un controllo quasi totale sulle masse, agendo direttamente e indirettamente anche sulle scelte macro in vari ambiti di interi paesi. La politica che apparentemente sembra abbia il potere di decidere spesso viene assoggettata alle idee e agli obiettivi religiosi.

Il messaggio-verità della vignetta “Yalta au Vatican”  è così forte e diretto che infastidisce le religioni,  perché potrebbe far maturare una diversa coscienza e un diverso senso critico a milioni e milioni di cittadini nel mondo.

Ogni Dio va rispettato, altrettanto il pensiero libero dell’uomo.

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