Calderoli dà ultimatum: dal 9 marzo chi sta con la Fondazione Tosi è fuori dalla Lega nord

 

Roberto Calderoli lancia l’ultimatum a tutti i militanti (soci ordinari) della Lega nord: “Da lunedì 9 marzo chi è iscritto alla Fondazione Tosi è fuori dal partito”. Questo in sintesi il contenuto della lettera che il dentista Calderoli, prestato alla politica, nella sua veste di responsabile organizzativo del partito, ha inviato a tutte le segreterie regionali e provinciali del Carroccio con l’invito a pubblicarla nelle sezioni. Contenuto che si rifà alle decisioni prese all’unanimità dal consiglio federale della Lega nord riunitosi in via Bellerio, e che ha ratificato la candidatura di Zaia per le elezioni regionali in Veneto.

Il verbale del consiglio ha stabilito che la Fondazione che fa capo a Tosi “Ricostruiamo il Paese” nota come “Il Faro” o “I Fari” ha natura squisitamente politica e dunque incompatibile con l’iscrizione alla Lega nord. Pertanto tutti i leghisti che hanno la tessera in tasca, non possono aderirvi, pena la cacciata dal Carroccio, o come direbbe un giurista iscrizione annullabile.

Sui social network in questi giorni e fino al 9 marzo sta imperversando una vera battaglia in cui si scontrano i sostenitori di Tosi e della sua Fondazione, da un lato, e i sostenitori della Lega nord di Salvini, dall’altro.

Prima che giunga lunedì, la fibrillazione resta per giovedì prossimo quando si riunirà di nuovo il consiglio della Liga Veneta, in cui figurerà, a fianco al sindaco di Verona, anche il “commissario” Dozzo, e dal quale si dovranno sfornare le liste di appoggio alla candidatura del governatore uscente Zaia.

Forza Italia, anche se non ancora ufficiale, appoggerà la candidatura di Zaia in Veneto. Lo stesso Altero Matteoli, ha assicurato che gli ”azzurri” sosterranno Zaia anche con Tosi in campo. Il Veneto in questa occasione diventa laboratorio politico per la riorganizzazione del centro destra in Italia.

Tosi potrebbe allearsi con Alfano e Passera e puntare ad una lista con l’obiettivo di conquistare lo stesso elettorato del centro destra e i delusi di Forza Italia, anche se tanti azzurri scommettono che alla fine il sindaco di Verona troverà un compromesso con Salvini.

Chi la spunterà tra i due leader padani che aspirano, entrambi, a conquistare la leadership di centrodestra, in un momento in cui Forza Italia sembra aver perso il nord geografico della sua bussola? Salvini che si è appiattito troppo a destra e che punta le sue energie contro l’immigrazione clandestina e prepara l’uscita dall’euro, o Tosi, l’anima più centrista della Lega nord, di più ampie vedute, e forse più in linea con i tempi che viviamo, che non intende rinunciare all’elettorato moderato ?

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