Bielorussia al voto, Alexander Lukashenko favorito

Bielorussia-Alexander-Lukashenko
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11/10/2015 ore 13:00

Alexander Lukashenko verso un quinto mandato consecutivo

La Bielorussia, oggi è chiamata alle urne per le elezioni presidenziali. Alexander Lukashenko, 61 anni, il controverso presidente bielorusso, che governa l’ex repubblica sovietica dal 1994 con pugno di ferro, tra le mire espansionistiche della Russia di Putin e l’ Unione Europea che manca ancora di una vera spina dorsale, è il favoritissimo sugli altri tre esponenti dell’opposizione. Secondo un sondaggio statale, Lukashenko, ribattezzato dagli USA “l’ultimo dittatore d’Europa”, avrebbe dalla sua parte il 75% dei voti e sarà riconfermato per un quinto mandato consecutivo.

Proteste contro il voto “farsa” in Bielorussia: opposizione e Premio Nobel

Non sono mancate le proteste dell’opposizione – un’opposizione finora falcidiata da arresti, esili, sparizioni e rassegnazione che ieri si è mobilitata con una inattesa manifestazione di piazza a Minsk, sotto lo slogan “Per elezioni libere e corrette”, con almeno 5000 manifestanti secondo gli organizzatori, e dove si sono viste anche bandiere dell’UE. L’invito è stato quello di boicottare un “voto farsa” come quello del 2010, quando furono arrestati otto dei dieci candidati presidenziali, l’ultimo dei quali, Mikola Statkevitch, rilasciato solo in agosto insieme ad altri cinque prigionieri politici. Non solo. Voto farsa anche dalla denuncia dei primi brogli, in particolare nel voto anticipato che ha già interessato oltre il 30% dei sette milioni di elettori, e soprattutto dal siluro lanciato dal nuovo premio Nobel per la letteratura, la bielorussa Svetlana Alexievich , che ha ammonito l’UE contro il riavvicinamento a Lukashenko (Bruxelles ha ventilato l’ipotesi di revoca delle sanzioni contro di lui).“Ogni quattro anni – ha detto il nuovo Premio Nobel – nuovi responsabili europei arrivano al potere e pensano di poter risolvere il problema Lukashenko senza sapere che è un uomo indegno di fiducia”. Lukashenko – continua – è un ‘uomo sovietico’ e non cambierà mai. E La Bielorussia resta una dittatura dolce: la dittatura staliniana non è il solo modello di dittatura, ci sono molte varianti”.

Senza rivali e timori della gente

Per il resto, Alexander Lukashenko, ha una strada spianata per la vittoria, di fronte agli altri candidati che sono solo di facciata. L’unica donna presente Tatiana Karatkevich, attivista del movimento “Dì la verità”, potrebbe essere usata dallo stesso Lukashenko per dare una parvenza di pluralismo (che non c’è) al voto e farsi legittimare dall’Occidente.

Pesa poi, sulla gente che vorrebbe ribellarsi, la paura del caos ucraino e la certezza che, come ai tempi sovietici, pane, lavoro, scuola e sanità, sono sempre garantiti dal loro presidente Alexander Lukashenko.

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