Allarme terrorismo in Italia: “Il rischio zero non esiste”

L’ISIS rilancia via web la sua sfida contro il Cristianesimo e l’Occidente. L’Italia adotta nuove misure di prevenzione contro il Terrorismo

Italia al centro dei riflettori europei. Le principali città italiane stanno prendendo i primi provvedimenti a seguito delle indagini riportate dal Site, sito statunitense di monitoraggio Isis sul web, riguardo alla serie di minacce emerse nei vari networks legati al sedicente Stato Islamico. Nell’ultimo video, girato nelle Filippine e pubblicato da uno dei network ufficiali dell’Isis, vengono ripresi diversi jihadisti mentre deturpano i principali simboli del cristianesimo ed infine mentre fanno a pezzi un poster con il volto di Papa Bergoglio. Il messaggio è chiaro. Ancora più chiare sono le parole di uno dei militanti: «Ricordate questi miscredenti, saremo a Roma». Notizie che generano paura e sgomento nei cittadini e anche nelle istituzioni che, nonostante le prime dichiarazioni rassicuranti del Ministro degli Esteri Alfano, si preparano ad affrontare un periodo di elevato allarmismo. “E’ chiaro che il nostro livello di attenzione rimane altissimo: non è la prima volta che l’Italia viene minacciata dall’Isis e non prendiamo una minaccia come un’azione in corso”, afferma Alfano. “Il rischio zero non esiste – continua il ministro – ‘tutto il nostro lavoro consiste nel rendere minore questo coefficiente di rischio”.

Sono proprio i sindaci delle principali città italiane i primi ad organizzarsi per ridurlo al massimo. Nel centro di Firenze, nonostante le critiche, si stanno installando le prime grandi “fioriere anti-carro”; grandi vasi disposti in modo da limitare la circolazione e la velocità di mezzi di trasporto superiori a determinate dimensioni. Sono, infatti, proprio auto e camion lanciati a grandi velocità i protagonisti-killers degli ultimi attentati: Nizza, Berlino, Londra e Barcellona. Cambiano le modalità del terrorismo di cui fino ad ora sentivamo parlare non più bombe artigianali o cinture esplosive ma oggetti di uso quotidiano, gli stessi che usiamo ogni giorno. Ci colpiscono nel modo più inaspettato e subdolo. Non ci sono misure di sicurezza o prevenzione che tengano il confronto, siamo noi contro loro. Una battaglia senza armi, una battaglia di terrore.

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