Al-Zawahiri vuole sciogliere Al Qaeda per unirsi all’Isis

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Al Zawahiri vuole sciogliere Al Qaeda

Entro la fine del 2015 il gruppo terroristico “Al Qaeda” andrebbe verso lo scoglimento per formare un’unica forza insieme all’Isis

Il settantenne (e stanco) ex-chirurgo egiziano Ayman Al Zawahiri, erede di Osama bin Laden, alla guida dell’organizzazione terroristica, sarebbe (visto che la notizia bomba è ancora da verificare) intenzionato a sciogliere “Al Qaeda”. Lo scrive il quotidiano pan-arabo Al-Hayat, secondo cui Al Zawahiri vorrebbe sciogliere tutti i suoi seguaci dal giuramento di fedeltà verso di lui per lasciarli liberi di allearsi con altre formazioni jihadiste, con implicito riferimento a fondersi nell’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi.

Al Hayat, la testata che ha forti radici in Libano, anche se di proprietà di un principe saudita e basata a Londra, ha riportato le dichiarazioni di uno dei fondatori di Al Qaeda alla fine degli anni Ottanta, Aimen Dean, che nel 1998 (quando l’organizzazione terroristica pensata come forza contro i sovietici si era trasformata nella più grande minaccia terroristica per l’Occidente) divenne spia dei servizi britannici. Dean, che a tutt’oggi vanta buone relazioni con una vasta rete di jihadisti, ha rivelato al quotidiano Al Hayat che alcuni militanti del Fronte Al-Nusra, cellula qaedista in Siria, avrebbero informato i miliziani islamici antiregime di Ahrar Al-Shamn e altri gruppi islamici attivi in Siria, che il gruppo di cui fanno parte intende separarsi da Al Qaeda in concomitanza con il ritiro del successore di Osama Bin Laden, che si prevede entro la fine del 2015. Il ritiro del medico egiziano Ayman Al Zawahiri, comporta – ha aggiunto Dean – la rinuncia a tutti i suoi poteri, o a ciò che gli è rimasto, sulle cellule di Al Qaeda dissolvendo il giuramento stipulato in esse.

Perché si scioglierebbe Al Qaeda ?

È fuori di ogni dubbio che Al Qaeda nell’ultimo anno ha perso gran parte della sua forza di attrazione di fronte ai successi di dell’Isis di Abu Bakr al-Baghdadi, che ha avuto la capacità di creare una solida struttura del movimento jihadista nel vasto territorio tra la Siria e l’Iran dell’autoproclamato Stato Islamico. Oltre che a raccogliere consensi e adesioni di altri gruppi seguaci della Jihad, dalla Libia alla Nigeria, fino allo Yemen, grazie anche ad una mirata propaganda online che le agenzie di intelligence occidentali non riescono a demolire.

Poi i “legami con Al Qaeda – secondo Dean – sono divenuti ultimamente un onere per le cellule jihadiste, affondate nei conflitti locali, come quello che accade al Fronte Al Nusra in Siria ed ad Aqap (Al Qaeda nella penisola arabica, ndr) in Yemen”.

Inoltre, negli ultimi giorni, l’Isis è riuscito ad arrivare a pochi chilometri dal centro di Damasco, penetrando nel campo profughi palestinese di Yarmuk e ingaggiando una battaglia con gruppi palestinesi che si oppongono al presidente Bashar al Assad e da due anni sono assediati nell’insediamento affollato da 18.000 civili .

Lo Yemen resta l’unico Paese in cui l’organizzazione di Zawahri ha saputo finora tenere testa al Califfato di Abu Bakr al Baghdadi. Non a caso la branca di Al Qaeda dello Yemen è considerata dagli Stati Uniti la più pericolosa a livello globale.

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