Afghanistan:raid USA su Kunduz

Afghanistan-kunduz-truppe
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Stamattina, le forze armate americane hanno condotto un raid aereo sulla città di Kunduz (300.000 abitanti, è snodo strategico per la sua posizione tra Kabul e il Tagikistan) a nord dell’Afghanistan, mentre le truppe afgane organizzavano una controffensiva. Una pioggia di bombe su postazioni talebane con l’obiettivo di riprendere il controllo della città. L’Operazione condotta in soccorso del governo afgano, a un anno esatto dall’insediamento del nuovo presidente Ashraf Ghani, e a poco più di tre mesi dalla chiusura della missione Isaf nel Paese.

Ieri i talebani, per la prima volta dalla fine del loro regime nel 2001, avevano preso il controllo di Kunduz, attraverso l’occupazione del quartier generale della forza di polizia e del carcere cittadino dal quale sono stati liberati centinaia di detenuti. Le truppe governative sono arretrate fino all’aeroporto, mentre i talebani hanno innalzato una loro bandiera su una piazza del centro città.

All’alba, mentre i caccia americani hanno condotto i raid, le forze di sicurezza afgane che si sono ammassate e riorganizzate all’aeroporto di Kunduz, hanno avviato le operazioni per riprendere in mano il controllo della città. Secondo fonti della polizia “le forze afghane stanno avanzando ed hanno già ripreso il quartier generale della polizia e l’edificio della prigione”. Secondo il ministero dell’interno parte della città è stata già riconquistata e liberata dai terroristi, e presto sarà lanciata una grande operazione di ripulitura.

Molti residenti a Kunduz City, immaginando il peggio, stanno fuggendo dalla città verso le province di Takhar e Baghlan, e verso zone più sicure.

L’offensiva dei talebani

L’attacco alla città di Kunduz è solo un pezzo di un mosaico molto più ampio dell’offensiva militare che i talebani hanno messo in atto in diverse parti dell’Afghanistan. Ci sono i distretti della provincia di Faryab, a Nord-Ovest, e di Baghlan messi sotto attacco da luglio. Mentre nelle province di Kandahar ed Helmand, i traffici di armi e oppio nelle mani dei talebani non si sono mai arrestate, a cui si sono aggiunte le coltivazioni di pistacchio nella provincia Nord-occidentale di Badghis , che valgono circa 30 milioni di dollari.

A complicare tale situazione è l’ISIS, che tra luglio e settembre, ha conquistato posizioni in sette distretti nella provincia di Nangahar, non lontano dalla capitale.

Ora restano tanti dubbi sulla capacità delle forze governative di fronteggiare la minaccia dei talebani e quella rappresentata dai jihadisti.

Dal primo gennaio 2016 partirà la missione di formazione e addestramento.

Sarà sufficiente ?

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