25 febbraio. Charlie Hebdo: Sarkozy, Le Pen, Papa Francesco, un jihadista.

CHARLIE-HEBDO
CHARLIE-HEBDO riparte

 

Torna in edicola un segno tangibile, per l’intero pianeta, di democrazia allo stato puro: Charlie Hebdo.

Questa volta copertina rossa e con slogan “C’est réparti!”, si ricomincia. In edicola, salvo colpi di scena, il 25 febbraio prossimo in 2,5 milioni di copie. Sono trascorse tre settimane dall’ultimo numero, quello speciale che ha venduto 7 milioni di copie in tutto il mondo, uscito a sette giorni dal drammatico attentato terroristico che ha decimato la redazione. A inizio gennaio due terroristi hanno fatto irruzione nella sede e ucciso dieci membri del settimanale francese, tra cui Charb e Wolinski due dei vignettisti più famosi. Quella vacatio degli ultimi venti giorni era legata a difficoltà organizzative e soprattutto psicologiche della compagine sopravvissuta.

E’ stato grazie a Libération, che il settimanale francese satirico Charlie Hebdo nonostante tutto ha avuto continuità nella divulgazione, così come era avvenuto dopo l’incendio doloso nel lontano 2011, dopo la pubblicazione delle prime vignette sul profeta Maometto che avevano adirato i musulmani e, soprattutto, i terroristi islamici.

“C’est réparti!”

Sul rosso accattivante della nuova copertina numero 1179 di Charlie Hebdo, si stagliano con disegni neri, (tutti “caninizzati”), oltre a un cane nero, o un lupo, con scritte in arabo e un kalashnikov in bocca (a indicare il terrorismo), tutte lanciate a inseguire un altro cane che tiene in bocca una copia di Charlie Hebdo. Lo slogan è: “C’est réparti!”, si ricomincia. Il senso di questo numero, come commenta il nuovo direttore di Charlie Hebdo, che sarà Riss (Laurent Sourisseau) è che la vita riprende e ci si può mettere alle spalle tutti quelli che intralciano la satira. I cani-politici o altro disegnati, sempre secondo il nuovo direttore, sono animali irresponsabili e sottomessi. Charlie è l’irresponsabile, tutti gli altri cani che gli corrono dietro sono i veri sottomessi.

Entra nel gruppo di disegnatori di Charlie Hebdo l’algerino Dilem, membro dell’associazione internazionale Cartooning for Peace, il quale già in passato si era schierato contro i terroristi islamici quando le caricature di Maometto apparvero sul periodico danese Jyllands-Posten.

Tra qualche giorno, in testo o in vignetta torna la satira, targata Charlie Hebdo, che in modo irresponsabile e senza confini prende di mira le religioni, tutte, la classe politica, e naturalmente l’estremismo islamico.

Le religioni, alcune delle quali hanno una storia di 2000 e anche di 3000 anni, e che hanno scatenato uno scontro di civiltà, non devono temere che qualche vignetta di Charlie Hebdo possa mettere in discussione quelle verità di cui si sentono detentori. 

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